Dal primissimo istante in cui ho visto la locandina di Trentino d’Autore che pubblicizzava la mia partecipazione allo stesso con il libro Ondevitare, ho sentito forte, dentro me, la convinzione che sarebbe stato un evento miliare di questo 2025. E difatti, non mi sbagliavo.
L’evento letterario, tuttavia, non è stato che l’ultima ottima notizia di una lunga serie di ottime notizie in ottica associativa che hanno costellato questo splendido agosto.
Edu-care
In inglese, la parola care significa cura. Mi piace spesso osservare come il verbo educare la contenga, la richieda per avere senso, per essere praticato. E proprio durante la seconda esperienza come accompagnatore per i soggiorni linguistici in Inghilterra de La Cassa Rurale, è successo qualche cosa che spiega alla perfezione che cosa io intenda con ciò.
Appena arrivati in aeroporto a Bergamo, rimango sconvolto dalla coda di persone in attesa di accedere ai controlli di sicurezza, che raggiunge - e quasi supera - la porta di uscita degli arrivi. Le mie viscere iniziano subito a comunicarmi che sarebbe stata una mattinata impegnativa.
Poco dopo, una ragazza del gruppo annuncia che non si sente bene: giramenti di testa, nausea. Ritenendolo un calo di zuccheri, le procuro un Powerade e un panino. Zero miglioramenti. Anzi, la situazione va via via complicandosi, poiché la ragazza non riesce a capirsi e, di pari passo, non riesce a comunicarmi di che cosa ha bisogno, lasciandomi alla mercé del mio intuito, che sbraita a gran voce: “Insisti, Kevin, perché questa ragazza ha solo tanta paura. Insisti.”
Fortunatamente non è solo il mio di intuito a sentirla così, ma anche quello della madre della ragazza, che, al telefono, si trova d’accordo con la mia disamina della situazione. Sollevo un po’ a forza la ragazza dal pavimento dove ci eravamo accoccolati per far fronte al senso di svenimento, mi carico il suo zaino e la invito a crederci insieme, a non dare troppo ascolto a ciò che sente.
Per un po’ sembra funzionare; poi, d’improvviso, il vomito. Quello che temo possa essere il colpo di grazia per la sua esile forza di volontà, si rivela in realtà la conferma che avessero ragione il mio intuito e quello di sua madre. Nemmeno un minuto dopo, infatti, quasi sorridente, mi guarda ed esclama: “Ma sai che mi sento già meglio?!”. E io, indicando la sua bile, le rispondo che secondo me quella che aveva appena espulso era la sua paura.
Vi garantisco, cari lettori e lettrici, che il modo in cui quella ragazzina ha spiegato le sue ali nel corso delle successive due settimane al campus di Watford è stato di una tale rarità e bellezza, che più volte mi sono dato orgogliosamente una pacca sulla spalla, ritenendo di aver davvero saputo fare in quella complessa circostanza l’educatore, di aver davvero saputo vedere un potenziale che la ragazzina non vedeva assolutamente in sé, ma che in realtà c’era. Diamine, se c’era!
(R)assicurazioni
La settimana scorsa, oltre alla presentazione del libro, ci sono stati altri due momenti importanti per l’Associazione.
Mercoledì mattina, infatti, si è tenuto l’incontro con l’Agenzia Tobaldi di Storo che si è occupata negli scorsi mesi di contattare le varie compagnie assicurative per verificare se e quali fossero interessate a offrire una copertura per i progetti un po’ inconsueti di Ondevitare. Ebbene, ITAS Mutua e Tutela Legale SpA si sono dimostrate disponibili a crederci! Il che significa che anche da un punto di vista assicurativo siamo finalmente - e veramente - pronti a levare le ancore, porre in essere attività e raccogliere associati.
Giovedì mattina, invece, c’è stata la videochiamata con la scuola parentale democratica di Riva del Garda Creativity Garden, che - non so se vi ricordate - avevo visitato di persona nel maggio scorso, rimanendo alquanto impressionato del loro approccio educativo. Proprio per questo, nelle scorse settimane, è a loro che abbiamo proposto di collaborare per iniziare a dare forma e vita all’altro grande progetto presentato all’interno del libro: LAIF, la Libera Accademia dell’Interrogazione Formativa. Il progetto, che ambisce a costituire una sorta di “scuola online” dove l’unica insegnante è la vita, è stato leggermente rivisto rispetto all’idea iniziale (lo potete visionare in allegato qui sotto), ma rimane qualche cosa in cui crediamo molto e anche le insegnanti in videochiamata ci hanno rassicurato in merito al suo reale potenziale. Stiamo quindi provando a trovare degli sponsor o degli enti che, parimenti interessati, possano supportare la scuola in questa offerta educativa per i propri alunni.
Solo che poi, la settimana scorsa…
Penso fosse più o meno marzo quando ho avuto la conferma che sarei stato uno degli scrittori ospiti di Trentino d’Autore 2025. E penso fosse più o meno maggio o giugno quando mi sono reso conto che, per una eccessiva o superficialità o confidenza nelle operazioni di backup, avevo perso qualsiasi copia o riferimento digitale del libro: sul mio computer e su tutti i miei dischi esterni (il cloud non l’avevo nemmeno utilizzato) non c’era più alcun file di testo o immagine dello stesso. Anni di lavoro svaniti nel nulla. La mia reazione alla notizia è stata assai sorprendente. Dapprima, un po’ basito, ho ricontrollato per l’ennesima volta che davvero non ci fosse più nulla. Poi, appurato che fosse così, ho tirato un sospiro di sollievo e sorriso.
Come molti di voi sanno, infatti, dopo l’auto-pubblicazione del libro è iniziato per me un periodo assai complesso da un punto di vista prima fisico e poi mentale. Tutte quelle certezze sfoderate per arrivare sino a quel traguardo si erano presto annientate, rivelando un ragazzo fragile il cui equilibrio psico-fisico poggiava su basi ancora più fragili.
Il percorso iniziato allora con la psicoterapeuta che ormai da quasi due anni incontro regolarmente (niente di serio, però, eh!) ha spesso avuto a che fare con lo smantellamento di quel supereroe che i viaggi - e la loro stesura in formato cartaceo - mi avevano portato a credere di essere. Perciò, quando ho scoperto di non poter più stampare alcuna copia del libro causa perdita del file matrice, alla psicologa ho comunicato che consideravo quell’evento come il chiaro segnale che quel travagliato percorso editoriale fosse giunto a una fine.
Solo che poi la settimana scorsa c’è stato Trentino d’Autore. Solo che poi la settimana scorsa una giornalista mai incontrata prima e che di libri ne ha letti a bizzeffe per lavoro, ha espresso - in privato prima e al microfono in pubblico poi - parole di grandissima stima per Ondevitare. Solo che poi la settimana scorsa, tra il numeroso pubblico presente al Parco delle Terme di Comano, c’erano ragazze che ormai da tempo insistono nel seguirmi a ogni evento per farmi capire CHE-CI-CREDONO e, oltre alle stesse, ci sono state tante altre persone sconosciute (tra cui, in particolare, due genitori) che, acquistando il testo, aspettando una dedica e auspicando un abbraccio, hanno voluto far chiaramente capire lo stesso. Solo che poi la settimana scorsa, dopo l’intervista, l’organizzatrice, la giornalista e una sua lucentissima amica, hanno voluto farmi capire senza mezzi termini che questo libro, che questa Associazione e i suoi progetti, devono assolutamente arrivare nelle scuole e che questo non è assolutamente il momento di arrendersi.
… ho capito che non ci si deve arrendere!
Anche perché tra pochi giorni parte ufficialmente il primo esperimento di trekking educativo (sul cui esito vi aggiornerò nella prossima newsletter), il 13 settembre è stata richiesta un’altra presentazione di Ondevitare alle Terme di Caderzone e, notizia fresca fresca dell’altro ieri, il 23 ottobre saremo ospiti al bar Picaro di Trento del progetto Birrette Esitenzialiste (anche di questo vi avevo già parlato). Perciò: avanti tutta!


